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L'ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA

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  Adam Silvera, Hot Spot  VOTO: 8  Siamo in un presente distopico in cui esiste un'agenzia – la Death Cast – che predice la morte delle persone e gliela comunica ventiquattr'ore prima. Mateo Torrez ha diciotto anni e riceve l'annuncio ma è un ragazzo timido e gentile, che non ama esporsi e sembra quasi un hikikomori. Dopo i primi istanti di panico, decide di servirsi della app Last Friend, che mette in contatto i cosiddetti Decker con altra gente, in modo che possano passare un Ultimo Giorno speciale. È così che Mateo conosce Rufus, un Decker di diciassette anni che si trova in una casa-famiglia. Rufus spinge Mateo a uscire di casa e a fare nuove esperienze in quelle ultime ore che gli restano. I due girano per una New York deserta alle prime luci del mattino, fanno visita al padre di Mateo in ospedale, ballano in una discoteca per Decker, provano la realtà virtuale (ma l'esperienza ha un sapore finto) e infine si riuniscono coi loro migliori amici. L'ULTIMA NO...

NIKETCHE - UNA STORIADI POLIGAMIA

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  Paulina Chiziane, La Nuova Frontiera VOTO: 7.5 Rami è una donna mozambicana sposata da vent'anni con Tony, ma scopre che il marito la tradisce, e allora va a casa della rivale per picchiarla. Viene fuori che le donne nella vita del marito sono ben cinque! Rami decide di istituire un regime di poligamia regolamentata, con i turni coniugali e tutto il resto ma il marito si trova stretto in questa situazione. In Mozambico ci sono forti differenze culturali tra città e campagna; e tra nord e sud: il sud riconosce per diritto tradizionale un regime patriarcale mentre nel nord si ha un'istituzione matrilineare. Si crea una sorta di sorellanza tra le cinque mogli e ne scaturisce la possibilità di emanciparsi da una situazione di sottomissione: le donne iniziano ad avere delle loro piccole attività commerciali e a non dover dipendere più da Tony per quanto riguarda i soldi, ma il bisogno d'amore tipico delle ragazze resta. Nel libro ci sono moltissimi passaggi su cosa signi...

ZOMBIE

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  Joyce Carol Oates, Il Saggiatore VOTO: 8 Quentin P __ è un ragazzo introverso, che non ama guardare negli occhi nessuno. Il suo sogno è creare uno zombie che obbedisca ai suoi ordini. Così – purtroppo – fa diversi tentativi, ma c’è sempre un fattore che gli sfugge, nonostante la meticolosa preparazione.  Si dà delle regole: mai scegliere come candidato un ragazzo della residenza dove lavora come custode; prediligere i soggetti delle case popolari, autostoppisti, appartenenti a minoranze etniche. Individui ai margini di cui “nessuno sentirà la mancanza”. Ma tutto va in malora quando lui per primo trasgredisce e mette gli occhi su un vicino di casa di sua nonna, un ragazzino bianco e con una famiglia. Ma sente che, in un modo malato e distorto, c’è  amore perché tutto accade ed è sempre accaduto fin dall’alba dei tempi, come il frammento di una cometa (non a caso denominato Q), che si stacca pronto a esplodere. Nei pensieri di Quentin, si sentono chiari accenti misogini e...

I MIEI STUPIDI INTENTI

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  Bernardo Zannoni, Sellerio VOTO: 10 +  Ci troviamo in un bosco e i personaggi sono animali antropomorfizzati. Verrebbe subito da pensare al Bosco dei Cento Acri di WINNIE THE POOH , ma qui gli eventi sono molto più crudi. Alcuni ci hanno visto OLIVER TWIST. Posso essere d'accordo in linea generale ma non mi esprimo direttamente, non avendo mai letto nulla di Dickens. I MIEI STUPIDI INTENTI è la storia della faina Archy che resta zoppo e viene venduto da sua madre all'usuraio Solomon la volpe. Nonostante i personaggi siano animali – e come tali, guidati dall'istinto – hanno anche caratteristiche fortemente umane. Ad esempio troviamo la descrizione del senso materno: completamente assente nella madre di Archy; forte, anche se primitivo, nelle altre figure femminili. La caratterizzazione è quindi il punto di forza del libro, tratteggiando tutti i tipi umani possibili: abbiamo la scaltrezza di Solomon e la sua saggezza, la fedeltà del cane Gioele, la crudeltà della linc...

NEL PAESE DELLE DONNE SELVAGGE

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  Aoko Matsuda, E/O edizioni  VOTO: 8.5 NEL PAESE DELLE DONNE SELVAGGE di Aoko Matsuda è un libro sorprendente perché si basa sui continui cambi di tono. Ce ne accorgiamo già dal primo racconto che intercala il citazionismo, tipico di una certa letteratura postmoderna, con stralci presi dal folklore giapponese, Le antiche storie di fantasmi sono pervasive, e l'autrice le narra con un tono ironico, sempre calate nella realtà contemporanea, con riferimenti alle più note figure della mitologia nipponica. Anche la “foto” dei fantasmi, che non è altro che un riquadro bianco, ha qualcosa di spiritoso, come se i non-viventi volessero comunque preservare il ricordo di un momento nel tempo. Alcuni racconti, ad esempio, parlano della condizione lavorativa della donna in Giappone o – più in generale – si interrogano sul senso del femminile in una società fortemente patriarcale. Il centro della narrazione è comunque quasi sempre la donna – come si evince anche dal titolo adattato da...

CHE RAZZA DI LIBRO!

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  Jason Mott, NN Editore VOTO: 7/8 Uno scrittore in tour promozionale per il suo libro incontra un ragazzino nero come la notte e ne resta affascinato e turbato. Il problema è che lo scrittore ha una fervente immaginazione che spesso gli fa vedere cose e persone che non ci sono. C'è dunque da chiedersi se il Ragazzino – anche lui senza un nome proprio se non quel soprannome odioso che gli hanno affibbiato i bulli della scuola: “Nerofumo” - esista davvero oppure no. Ma in fondo questo conta poco perché, come dicono gli Editors nell'unica canzone loro che mi piace: “ Men are so far from what's real ”. Anche il bambino è in qualche modo speciale e sostiene di poter diventare invisibile, un superpotere che lo mantiene protetto da tutti coloro che vogliono fargli del male. Ma funziona? In realtà, sia lo scrittore che il bambino sono l'esemplificazione del problema razziale negli Stati Uniti e, se anche il solo chiamarlo “problema” è un errore perché lo identifica come ta...

MAGIC FISH

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  Trung Le Nguyen, Tunué  VOTO: 8  MAGIC FISH è la prima graphic novel scritta in autonomia dall'americano di origini vietnamite Trung Le Nguyen. Il fumettista è noto soprattutto per il suo uso delle matite e del colore e in questo libro lo si nota benissimo. Si intrecciano infatti tre piani sovrapposti: presente, passato e mondo onirico-letterario. È la storia di Tien, un ragazzino di origine vietnamita che frequenta la scuola in America. Prende i libri di fiabe in prestito alla biblioteca e, ogni sera, legge per sua madre Helen. I due creano così un linguaggio condiviso che mescola inglese e vietnamita, colmando l'uno le lacune dell'altra. L'archetipo delle favole è sempre servito a spiegare il mondo. Tenendo a mente Bruno Bettelheim, cito però Jung dicendo che le fiabe sono “l'espressione più pura dei processi psichici dell'inconscio collettivo”, quindi ecco spiegato perché nelle immagini che rappresentano la proiezione di Tien nel racconto di Cenerent...