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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

TANTE COSE NON LE SO

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  Elisa Levi, Sur Edizioni  Voto: 9 Lea -- chiamata Lea la Piccola per distinguerla da sua sua madre Lea la Grande -- ha diciannove anni  ed è consapevole di non sapere tante cose, ma è convinta che ciò che invece sa sia un bagaglio utile ovunque, o forse più che "bagaglio" sarebbe meglio dire "fardello".  Nel piccolo paese senza nome sembra che il tempo scorre al contrario: tutti -- incluso il sindaco -- aspettano la fine del mondo, che dovrebbe arrivare come una profezia con il nuovo millennio. E il risvegliarsi ancora vivi il 1° gennaio del 2000, con le coccarde nere che si impoleverano in piazza, sembra una beffa.  Lea ha tre amici che cercano un loro spazio nel microcosmo soffocante del villaggio, ognuno a modo suo. Lei però vorrebbe di più: vorrei l'amore con la "A" maiuscola, un sentimento che il suo ragazzo non le dà; vorrebbe andare via. Ma per lasciare quel luogo bisogna attraversare un bosco che sembra inghiottire le persone: è davvero così,...

SETTE VOLTE BOSCO

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  Caterina Manfrini, Neri Pozza  VOTO: 7 Lo dico subito: SETTE VOLTE BOSCO è un libro un po' lontano dalla mia solita comfort zone.  Narra la storia di Adalina che, appena tornata dal campo di prigionia di Mittendorf, ritrova il suo maso in montagna, al limitare del bosco. Il senso di indipendenza la inebria ma contemporaneamente la solitudine si fa pesante. Perché Lina aspetta con tutta se stessa il ritorno del fratello Emiliano -- l'unica persona di cui si fida davvero. Tornando dal mercato, un giorno scopre che nella stalla si nasconde un ragazzo. Apparentemente è un soldato austriaco disertore, dice di chiamarsi Stefan e parla tedesco.  I due si intendono a gesti e con quel poco del linguaggio spurio dell'Alto Adige che il padre ha insegnato a Lina.  Quando il fratello arriva a casa dal fronte -- con un piede monco -- è insospettito da quel giovane sconosciuto, considerandolo una spia. Nel romanzo la parlata dei protagonisti è resa con un dialetto simile al ...

RACCONTO DI UNA LUNA

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Keiichirō Hirano, Lindau  Voto: 7.5 Il giovane poeta Masaki decide di fare un viaggio. Non è tanto importante la meta, quanto l'atto stesso di muoversi e vedere nuovi panorami per curare quella sua smania "passionale" che a volte lo prende. Non uso casualmente questa parola, perché si tratta proprio della passione romantica alla Byron, una febbre che brucia e consuma e che in giapponese si identifica con il neologismo ottocentesco jōnetsu.  La storia è infatti ambientata a cavallo tra Ottocento e Novecento, quando il Giappone -- volente o nolente -- stava scoprendo l'Occidente. Per una serie di casualità che sembrano dettate dal Destino, Masaki si ritrova nella zona di Kumano, culla delle antiche tradizioni. Il tragitto in treno potrebbe essere qui simboleggiare la transizione, tanto individuale quanto collettiva, verso un nuovo stato. Ricordiamo un'analoga simile nel romanzo di Pelevin LA FRECCIA GIALLA, in cui i vagoni -- che non hanno una destinazione -- rappre...