NESSUN AMICO SE NON LE MONTAGNE
NESSUN AMICO SE NON LE MONTAGNE dell’autore curdo-iraniano Behrouz Boochani è un libro molto particolare che mescola generi e stili. È innanzitutto un memoir, che rientra a pieno e in maniera eccellente nella letteratura carceraria. L’odissea su un barcone dall’Indonesia verso l’Australia è una toccante testimonianza di quanto avviene quotidianamente anche sulle nostre coste, e allo stesso modo, la reclusione per cinque anni sulla remota isola di Manus (Papua Nuova Guinea) è uno specchio di ciò che succede a Lampedusa. La narrazione dei fatti è affidata a migliaia di messaggi scritti con un cellulare fatto entrare di nascosto (ma come otteneva la corrente?). La prosa unita alla poesia eleva il testo dalla sola testimonianza nuda e cruda, rendendola invece una prova di sensibilità artistica; ma a questo stile misto di versi e frasi si mescolano anche considerazioni sociologiche di valore accademico, come ad esempio identificando il Sistema carcerario con la Kyriarchia, concetto...