IN THE TUBE
Alice Barberini, Orecchio Acerbo VOTO: QUASI 8.5 IN THE TUBE è una storia emozionante sul perdersi e ritrovarsi, ma soprattutto la reiterata cronaca di assenze stratificate. Due fratellini sono a casa da soli. Fanno colazione, lasciando a soqquadro la cucina. Sul cartone del latte è attaccato un biglietto che invita a mettere in ordine. È come la segnalazione di una persona scomparsa, e ad essere scomparsi – nella casa e nella vita dei fratellini – sono i genitori. I due bambini escono, ma il post-it con scritto di tenersi per mano cade e finisce sotto la scarpa del più piccolo, così i due si dividono. E si perdono nella metropolitana di Londra. La folla di persone nei sotterranei è variegata: impiegati, uomini in tenuta sportiva, musicisti che suonano in un angolo (con il giubbotto degli Who) … E altrettanto vari sono i messaggi che arrivano dai cartelloni pubblicitari: foto turistiche, un manifesto dei Cure, Elton John … La gente ha fretta, pochi stanno ad ascoltare ...