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HARROW LA NONA

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   Tamsyn Muir, Mondadori Oscar Vault VOTO: 9.5 quasi 10 Assolutamente d’accordo con il retro di copertina che recita “Pazzescamente geniale”. HARROW LA NONA è una spanna sopra al suo predecessore (GIDEON LA NONA), forse perché in quel libro non avevo apprezzato molto il linguaggio eccessivamente sboccato di Gideon ( però anche qui troviamo alcune perle per quanto riguarda le locuzioni colorite!) Premettendo che è sempre difficile parlare di un sèguito, diciamo quello che già si sapeva senza fare spoiler: Harrowhark Nonagesimus è stata ingaggiata dall’Imperatore – Necrore Supremo – per combattere una guerra durissima per la sopravvivenza delle Nove Case e dell’intera galassia. Il nemico è una Bestia Resurezionale. Sì, ci ho messo un po’ a capire di cosa si trattava: sarebbe un immenso pianeta morto che rotola nello spazio nutrendosi dell’energia vitale di ciò che gli capita a tiro. C’è da dire che qui il sistema magico è un pochino più approfondito, o meglio non trovia...

LA GUERRA DEI PAPAVERI

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  R.F. Kuang, Mondadori Oscar Vault VOTO: 9 LA GUERRA DEI PAPAVERI è il primo libro dell’omonima trilogia (che si arricchisce poi anche di un quarto libro speciale). Narra le vicende del Paese di Nikan, da sempre in guerra con la federazione di Mugen, l’Isola Arcuata. In realtà è evidente che sotto le spoglie del fantasy si nasconde la Storia della Cina. La parte migliore della storia, tuttavia, non è il racconto relativo alla guerra – anche se questo ci regala il brivido di un po’ di sana, cruda violenza – ma la approfondimento relativo allo sciamanesimo . In Nikan ci sono sessantaquattro divinità riunite in un Pantheon e un gruppo scelto di soldati (i cike) hanno le capacità per invocarle in combattimento. La protagonista del romanzo è Rin, una ragazza che arriva all’Accademia Militare come una meteora: orfana del sud con la pelle scura (come in un qualsiasi buon libro con l’eroe che viene dal basso). Rin ha il potere di invocare la Fenice, divinità del fuoco, ma naturalmente...

SELVAGGI

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  Katherine Johnson, Jimenez Edizioni VOTO: 10+ SELVAGGI è la rielaborazione romanzata di una storia vera, la storia di un piccolo gruppo di aborigeni del Queensland in tournée il Europa nel biennio 1882-83. La storia degli spettacoli antropo-zoologici è scarsamente documentata e quasi mai abbiamo il punto di vista dei performer, sempre relegati al livello di semplici freak senza anima. In più, l'autrice smuove un altro immenso taciuto della Storia: quello dello sterminio dei popoli nativi australi, per cui sospetto che il libro abbia avuto ben poco successo in patria. Katherine Johnson ci restituisce invece una fotografia intima e personale dei tre aborigeni, raccontandone anche gli usi, le credenze e la lingua con note etnografiche davvero affascinanti per me che ho studiato Antropologia. Di sicuro, questi spettacoli vergognosi che mettevano in mostra "tipi esotici" dicevano molto sul tipo di società pagante che li guardava, ed è verissimo l'accorato appello di Hild...

ANIME AVVELENATE

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  VOTO: 7 Auto-pubblicato Disponibile presso la libreria  di via Marchese di Villabianca, TEL: 091/6257426 (spedizione in tutta Italia) Palermo Ho appena finito di leggere ANIME AVVELENATE di Domenico Scicchitano, in arte Mico Chiantella, e devo dire che è un libro che mi ha colpito per diversi aspetti.  Innanzitutto la caretterizzazione dei personaggi è accurata e convincente.  Il protagonista, Alessandro, è un ragazzo del paesino di Pipamaro, in Calabria, che finisce in un brutto giro e così incontriamo molti 'ndranghetisti, a vari livelli nella gerarchia di comando: dai cosiddetti "Capo Bastone" ai semplici scagnozzi. E anche in questo l'autore è bravo: porta il lettore all'interno dei meccanismi dell'organizzazione, svelandone le trame segrete. Mico non fa reportage d'inchiesta ma narra i metodi dell'affiliazione in un modo realistico, riportando elementi interessanti che io non conoscevo, anche se magari saranno noti. I dialoghi - in cui qualche v...

NEUROMANTE. CYBERPUNK L'ANTOLOGIA ASSOLUTA 1

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William Gibson, Mondadori VOTO: 9 Se si pensa che è stato scritto nel 1984, NEUROMANTE  di William Gibson risulta sorprendente. Case è un cowboy della matrice - quella che noi oggi chiameremo internet - e naviga nei dati deòl cyberspazio tramite un deck. Lui e un gruppo di strani personaggi vengono assoldati da una misteriosa IA, ma qual è la missione. L'obbiettivo resta pressoché incerto fino alla metà del libro quando lentamente i pezzi vanno al loro posto: c'è di mezzo un'antica famiglia nobiliare, un busto-terminale che sembra uscito da un romanzo di Huysmans e l'unità di controllo delle Intelligenze Artificiali (detta Turing, come il grande matematico). Ho apprezzato tantissimo il riferimento al Giappone come primo e ultimo avamposto di una realtà futuribile, frequente nelle opere di Gibson: la notte di Chiba è piena diideogrammi e di luci al neon come L'IMPERO DEI SEGNI  di Roland Barthes.  I personaggi comprimari di Case sono stupendi e articolati. Molly, det...

LADY CHEVY

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  John Woods, NN Editore VOTO: 10+ LADY CHEVY è un fogotìrante, bellissimo romanzo d'esordio; denso e ricco di tematiche difficili. In primo luogo l'inquinamento dell'acqua mediante il fracking, ovvero la "fratturazione", che immette sostanze chimiche nel terreno. l'argomento era già stato trattato egregiamente in PROMISED LAND di Gus Van Sant, ma mentre nel film i personaggi erano divisi chiaramente tra "buoni" e "cattivi", i protagonisti sono tutti, indistintamente, grigi e senza morale. La nostra Chevy, chiamata così per le dimensioni imponenti del suo posteriore, cresce con un'eredità difficile di razzismo, orgoglio bianco e armi.  Il libro si svolge in Ohio e John Woods descrive in maniera spietata l'America ancestrale profonda, quella che di solito si tiene lontana dai riflettori e che finisce in TV solo quando capita uno school shooting In sordina, e con una sconvolgente normalità, viene affrontato anche lo scottante tema del...

IL REGNO DI RAME

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  S.A. Chakraborty,  Mondadori Oscar Vault VOTO: 8.5 Diciamo subito che IL REGNO DI RAME ha lo stesso difetto di base del primo libro della TRILOGIA DI DAEVABAD, LA CITT À DI OTTONE , ovvero lo scorrere irregolare e non documentato del tempo. In questo secondo romanzo, ad esempio, passano ben cinque anni da una scena all’altra e il lettore si trova spiazzato di fronte a un gap così grande. Tuttavia, a parte questa pecca, IL REGNO DI RAME è davvero ricco e coinvolgente, molto più dinamico del primo. Chakraborty è bravissima nelle descrizioni, che sono sempre pregnanti e avvolgenti che sfiorano la poesia (“Il cielo era di un nero intenso, la moltitudine di stelle era bella e invitante”… “ Ma lui non è un folletto primaverile. Suo è il fiume del sale e dell’oro e non vedrà il suo popolo soggiogato”) Come per L A CITTÀ DI OTTONE, il riferimento forte alla cultura delle antiche leggende arabe è molto interessante anche se, in un primo momento si fa un pochino di fatica a ...