LE RIFORESTATRICI
LE RIFORESTATRICI Gabrielle Filteau-Chiba
Voto: 8
Una famiglia: Sandrine, la madre, sparisce ogni primavera e va verso nord, in missione di riforestazione insieme a un gruppo di compagne; Thalie, la figlia adolescente che finalmente vince una borsa di studio per partecipare a quel medesimo incarico, col compito di compilare statistiche; il padre, Gabriel che lavora nell' amministrazione governativa.
Siamo in Canada, in un futuro distopico in cui lo Stato è un'entità iper-sorvegliante, le Cité sono circondate da alte mura e i droni volano in cielo per controllare i cittadini.
Thalie e Sandrine sognano quella libertà che i grandi boschi del Nord sembrano promettere: dove non c'è segnale per i cellulari e i droni non arrivano. Così la ragazza ben presto si integra con le amiche della madre e lascia perdere i documenti, capisce la profondità e la bellezza del lavoro e delle feste quasi pagane che seguono i ritmi naturali e trova amicizia e amore.
Il nuovo libro di Gabrielle Filteau-Chiba è una rielaborazione fantascientifica della sua biografia, in quanto lei stessa ha lasciato Montreal per le foreste, come descritto nella trilogia che si chiude col romanzo breve LA TANA.
La vicenda distopica, pur non presentando elementi veramente originali in questo senso, si inscrive bene nel filone di letteratura ecologica (o solarpunk).
Innanzitutto abbiamo la descrizione della Natura canadese che ritroviamo in moltissimi romanzi della tradizione quebecoise, da MARIA CHAPDELAINE alla serie con l'ispettore Gamache di Louise Penny (penso in particolare a NATURA MORTA, che introduce all'ambientazione del paesino di Three Pines); poi abbiamo un filone più vasto che va da IL SUSSURRO DEL MONDO e L'ALBERO D'ORO, fino a opere che dipingono un'apocalisse climatica come LA PARABOLA DEL SEMINATORE di Octavia Butler o IL MONDO SENZA INVERNO di Bruno Arpaia.
C'è poi un altro parallelismo: in molti di questi testi si incontrano donne forti, volitive e fuori dagli schemi: Sandrine e le sue amiche, o Lauren nel libro della Butler. Tutte hanno perso qualcosa: in LE RIFORESTATRICI, lo Stato porta via i bambini alle madri che non sono ritenute "idonee"; in LA PARABOLA DEL SEMINATORE la gente viene uccisa da bande di disperati e si formano colonne di profughi diretti a settentrione, con l'indifferenza del governo e della polizia.
Ultimo paragone valido è certamente quello tra Sandrine e Emily Carr, pittrice canadese realmente esistita e protagonista di L'AMANTE DEL BOSCO di Susan Vreeland: anche lei infatti viene definita una persona che "fa dell'essere diversa la propria ragione di vita". La donna -- Nata in British Columbia nel 1871 -- dipinse moltissimi paesaggi, restituendo su tela la potenza, la maestosità e lo spirito degli alberi.
Tuttavia, Sandrine, Thalie e le altre donne dell'Accampamento sono osteggiate dal governo perché viste come ribelli: è esattamente ciò che avveniva durante l'inquisizione e quel che viene proposto come scenario in molti romanzi fantasy sul tema delle streghe.
In particolare, sto leggendo LA FALENA CREMISI di Kristen Ciccarelli attratta dal fatto che, in LE RIFORESTATRICI, Thalie sogna più volte una falena.
In Poe questo animale era un simbolo di inganno e di illusione che per un attimo sconfiggono la razionalità; nella trilogia fantasy invece siamo in una pura storia di streghe, ma troviamo un elemento interessante che rende molteplice l'accostamento con il romanzo della Filteau-Chiba: anche qui abbiamo un governo totalitario e dominante che tende a eliminare i cittadini che si discostano dal pensiero comune (mentre la Falena Cremisi è una ragazza dotata di poteri che cerca di far fuggire le streghe). Anche qui come nel romanzo Iperborea, inoltre, le donne "ribelli" hanno scarificazioni e tatuaggi che testimoniano il loro dolore, il duro lavoro e i traguardi raggiunti e il potere della loro unione.

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