SAFARI ARTICO






Jørn Riel, Iperborea 

Voto: 8.5 

Nato nella città di Hans Christian Andersen, Jørn Riel è stato uno dei primi scrittori a portare lo skrøner -- o storia inventata -- all'interno della narrazione moderna: spesso buffi e iperbolici, questi aneddoti erano infatti rappresentazioni bizzarre della vita quotidiana tipiche della tradizione orale danese e norvegese 
Riel sposta l'ambientazione nel paesaggio affascinante della Groenlandia Orientale e i protagonisti di ciascuna racconto / capitolo sono sempre i cacciatori dello stesso ristretto gruppo, ognuno con le sue particolarità un po' sopra le righe: c'è quindi Valfred che dorme di continuo, Herbert che ama fare delle filosofia e vive con un gallo, il veterano Mads Madsen, il tatuatore Joensen che convince tutti a farsi decorare la pelle, il Conte -- chiamato così perché ama la cucina raffinata... 
Non mancano i momenti esagerati e umoristici, un cui io  ho ritrovato uno humour che m'è parso comune della letteratura scandinava che ho letto fin qui (penso ad Paasilinna, Backman, Jonasson...)
Tuttavia in SAFARI ARTICO, libro del 1931 pubblicato per la prima volta in italiano nel 1999, ho apprezzato anche il fatto che si sottolinei più volte il grande senso di libertà che si respira alle latitudini artiche: anche il temibile e buio inverno è solo un momento di solitudine più intensa, ma poi in estate è sempre possibile prendere la slitta e andare a trovare qualcuno per discutere e fare festa. Ben diversa è l'impostazione stilistico-concettuale di un'autrice nativa groelandese come Naviaq Korneliussen: nei suoi romanzi si respira infatti disperazione e il linguaggio è decisamente diretto e contemporaneo.
Sì, le parti divertenti e l'inserimento / adattamento dell'Uomo alla Natura sono gli aspetti che ho apprezzato di più nel libro, trovando anche qualche punto di contatto con NEL VASTO MONDO SELVAGGIO di Lauren Groff: qui il contesto è completamente diverso, perché ci troviamo nel Settecento in Virginia, ma lo stupore referenziale della ragazza protagonista verso gli elementi è in qualche modo simile, così come la frugalità della vita dei cacciatori.
Per lo stesso motivo, mi è venuto in mente anche il manga DR STONE, in cui un gruppetto di ragazzi deve sopravvivere in un mondo inselvatichito, reinventando da zero la civiltà.
I racconti sono riusciti e presentano figure emblematiche. Quelli che mi sono piaciuti di più  sono LA VERGINE FREDDA, in cui tutti i cacciatori, che conducono una solitaria  esistenza monacale, si innamorano della bellissima Emma -- protagonista di un altro libro di Riel -- dal corpo morbido "come le frittelle", che però non è che un frutto della loro fantasia; e SAFARI ARTICO, dove con grande costernazione degli uomini, arriva una vera "signora" ("una che si lava tutti i giorni") che però trova un po' strani, deludenti e un po' patetici questi nativi in abiti occidentali e si mette in testa di fare un vero e proprio safari per uccidere un bue muschiato.

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