ARDESIA
Assistere agli scavi maldestri dello zio riporta alla mente una serie di ricordi: il bisnonno è sempre stato una figura mitica all'interno della famiglia perché era stato ucciso dalla milizia negli anni Trenta, e le circostanze della sua incarcerazione in una delle più grandi e importanti prigioni dello Stato non erano mai state del tutto chiarite; dunque la protagonista si era creata diverse fantasie (anche discordanti tra loro) che mettevano al centro l'antenato nelle vesti di un eroe.
Tra passato e presente e intromissioni degli anziani vicini di casa, si ripercorre così la Storia della Georgia nel periodo sovietico. Questo mi ha riportato alla mente le testimonianze sul franchismo nel cinema spagnolo: penso in particolare a IL MAESTRO CHE PROMISE IL MARE, in cui l'identificazione dei resti delle vittime comuniste innesca un meccanismo di rimembranza sottile e tenero.
Dato che sia lo zio che il cugino della protagonista sono molto schivi e chiusi, nel libro della Jorjoliani manca la ricostruzione dei legami familiari che troviamo per esempio nel film coreano MOVE THE GRAVE. Infatti il romanzo è incentrato sulla memoria e sull'interessantissimo disamina dei riti funebri e le celebrazioni in onore dei defunti tipici della Georgia. Persino il titolo rimanda a un aspetto peculiare della regione, infatti l'ardesia veniva usata sia per rivestire le tombe sia per costruire le architravi delle chiese perché era considerata la pietra che mette in comunicazione questo mondo con l'aldilà.
In quest'aspetto antropologico, il romanzo mi ha ricordato quelli di Anna Nerkagi, scrittrice nenek che descrive sempre gli usi e i costumi del proprio popolo (I Nenek sono un'etnia siberiana da sempre vessata dai russi).
Credo che un altro possibile collegamento tematico sia IO NON PARLO RUSSO dell'autrice slovacca Jana Karšaiová, di prossima pubblicazione per Feltrinelli.
Per quanto non ci sia nulla di apparentemente politico in ARDESIA e ci si concentri piuttosto sul lato personale e socio-antropologico del lutto, nelle riflessioni sul presente e sul passato si percepisce una tensione critica.
Lo stile è fortemente cinematografico nella sua incisiva brevità, mettendo continuamente in collegamento passato e presente, e forse per questo i primi riferimenti che mi sono venuti in mente sono film.
Una curiosità: dal 2007 l'autrice vive a Palermo e ha scritto tutti i suoi libri direttamente in italiano.

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