AQUARIUM
Asako Yuzuki, HarperCollins
Voto: 9.5
Per il sociologo tedesco Ferdinand Tönneis -- e in seguito per Max Weber -- i legami possono essere considerati sulla base di due diverse direttive: da un lato la "comunità", ossia l'insieme personale, affettivo e tradizionale di ruoli valori e credenze sviluppato dall'interno; oppure partendo dalla "società", come sovrastruttura impersonale e razionale -- anche se qui ci sarebbe da discutere.
Nell'era digitale tali concetti si sono allargati a macchia d'olio: sul web esistono infatti numerosissime reti di persone che condividono interessi e opinioni, come esistono dei "giganti multinazionali" che dettano le regole dello stile, dei gusti e delle interazioni.
Questo si applica al nuovo romanzo di Asako Yuzuki, perché Ohyō è una blogger di discreto successo che tiene un diario sulle faccende domestiche e sui ristorantini economici in un modo scanzonato, piuttosto diverso da quello altre casalinghe che si espongono sulla rete. Ma proprio questo mettere in mostra la propria vita al minuto può avere conseguenze spiacevoli; infatti Eriko si mette in testa di diventare la migliore amica di Ohyō: scopre dove abita, il suo vero nome... E inizia a pedinarla, convinta che loro due siano uguali. Sono come due pesci persici del Nilo che, introdotti dall'Uomo nel Lago Vittoria, sono diventati terribili predatori distruggendo l'ecosistema originario (infatti il titolo originale è "Incontro per ragazze dei pesci persici del Nilo).
A ben guardare, il fenomeno dello stalking è in forte crescita da quando esiste la rete e sta assumendo dimensioni preoccupanti. Mi è però piaciuto che qui non si parli di una relazione amorosa, ma piuttosto amicale -- per quanto morbosa.
Tutt'e due le donne sono senza amici. Eriko vorrebbe riuscire a comprendere gli altri e a farsi comprendere. Anche l'essere single a trent'anni le pesa come una colpa, mentre Ohyō / Shōko è sposata ma ha alle spalle una famiglia che si potrebbe definire disfunzionale e invidia all'altra la carriera ben avviata e i genitori amorevoli.
Cercando l'amicizia di Shōko, Eriko infrange la parete del virtuale, rompendo -- o tentando di rompere -- l'acquario in cui entrambe sono prigioniere, che la versione globale e sociale della CAMPANA DI VETRO di Sylvia Plath e che ricorda anche il "deserto di Tōkyō" di cui parla Kōbō Abe ne LA DONNA DI SABBIA.
Nello stesso modo, in LA STAGIONE DELL'ACQUARIO di Anne Catherine Bomann, Vigga si sente sempre più isolata quando la sua amica Maiken rimane incinta, e quindi lega con una femmina di polpo che le pare affine a lei, perché è chiusa in una vasca.
C'è anche da notare che anche il fatto di non avere un compagno non è una cosa poi così strana: secondo un sondaggio pubblicato dal Guardian nel 2013, un Giappone il 61% degli uomini scapoli e il 49% delle donne tra i diciotto e i trentaquattro anni non cerca una relazione sentimentale e spesso nemmeno sessuale (e qui mi viene in mente VANISHING WORLD di Sayaka Murata). Il governo nipponico è preoccupato per il mancato incremento demografico e si parla di "shinai shokogu" ("sindrome del celibato")
La situazione presentata in AQUARIUM ha tratto in comune con la trama di UN'AMICIZIA di Silvia Avallone, in cui una delle due protagoniste tende a mettere in ombra l'altra e finisce col diventare un'icona mondiale del glamour, anche se nel romanzo della Yuzuki avviene l'inverso: è quella che all'inizio era celebre a eclissarsi gradualmente.
Eriko arriva a ricattare Shōko pur di ottenere un rapporto che di spontaneo non ha nulla, ma è anzi pilotato fin nei minimi dettagli con regole estenuanti, tanto che l'altra la definisce "un automa". Ma mentre in libri come IL GIOVANE ROBOT di Yōsuke Sakamoto o KLARA E IL SOLE di Kazuo Ishiguro le macchine sono state create per rendere felici le persone, qui sembra che il freddo calcolo di Eriko sia una trappola in cui restano invischiare entrambe.
Ho apprezzato molto la capacità dell'autrice di tratteggiare le fragilità psicologiche dei personaggi, non solo i principali ma anche ad esempio dei tre genitori delle protagoniste e del marito di Shōko.
Il romanzo fa riflettere su problematiche molto attuali: lo stalking, i rapporti tra uomo e donna o tra sole donne e anche sull'ecologia.

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