MARIA CHAPDELAINE
Voto: 7/8
MARIA CHAPDELAINE ha una storia editoriale travagliata: fu scritto tra il 1912 e il 1913, quando l'autore viveva in Canada, e fu pubblicato postumo, prima a puntate in Francia nel 1914 e poi in volume in Québec nel 1916, prima di avere la sua versione definitiva nel 1921.
Gli Chapdelaine sono una famiglia con cinque figli; sono colonizzatori pionieri della regione settentrionale del Québec, nella zona di Peribonka. Tra gli agricoltori, allora, si diceva "fare la terra", cioè strappare appezzamenti coltivabili al bosco a suon di scure. La madre, Laura, ha in sé un po' di amarezza per il fatto di essere confinata così lontano -- a trentadue miglia dal paese più vicino -- ma sopporta la vita dura in nome dell'abnegazione verso il marito, che ha invece la smania di scoprire e "domare" nuove terre.
Maria ha ben poche distrazioni: la messa domenicale, quando le strade sono buone, e qualche sporadica gita col padre. Anche lei, quindi, sogna confusamente qualcosa di più; qualcosa di diverso dalla foresta che attanaglia come una bestia dagli artigli neri. Così si lascia prendere dal miraggio di un avventuriero, commerciante di pelli con stranieri e indiani, ma il giovane muore disperso durante una terribile tempesta (e qui mi viene in mente il film REVENANT).
La ragazza riceve allora la proposta da altri due pretendenti, Lorenzo e Eutrope, e si trova a dover scegliere se partire per una grande città sconosciuta degli Stati Uniti -- misteriosa e mirabolante ma anche spaventosa -- o restare nei luoghi che già conosce, alla vita alla quale è abituata.
Louis Hémon si pone come "osservatore esterno" della realtà canadese. Era bretone ma raggiunse il Québec attirato dai grandi spazi aperti e dalla Natura incontaminata. Nel 1913, era ancora ai prodromi dell'antropologia e Malinowski aveva appena inaugurato il concetto di "osservatore partecipante"; lo sguardo dell'autore francese è dunque distaccato parlando dei contadini, dei taglialegna e dei nativi.
Sono tuttavia ottime le descrizioni paesaggistiche che, in maniera Romantica, rispecchiano gli stati d'animo dei protagonisti. In particolare, il mutare delle stagioni viene delineato con pennellate vivide che ricordano i grandi scrittori russi o, forse, TRAIN DREAMS di Denis Johnson, libro sull'epopea ferroviaria americana.
In alcuni passaggi, lo stile potrebbe rimandare a Poe il quale non scrisse mai un componimento esplicitamente sull'inverno ma il freddo e la malinconia cupa e ombrosa fanno da cornice a molte sue poesie (come ad esempio IL CORVO, che è ambientata a dicembre).
Esistono vari adattamenti cinematografici: il primo del 1934 e l'ultimo del 2021.
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