LA VITA GIOVANE

 




Mattia Insolia, Mondadori 

Voto: 9.5 

Questa è la storia di un gruppo di amici del liceo -- la classica "compagnia" -- raccontata da Teo, che dopo dieci anni torna al proprio paese d'origine per un matrimonio.

A colpirlo è soprattutto il tempo che passa e la disillusione che porta con sé: Foro è ormai una cittadina fantasma, dove molti negozi hanno chiuso. E poi gli amici sono cambiati e sembrano invecchiati e stanchi, incastrati in vite che non hanno scelto.

Ovviamente le cose non erano semplici nemmeno ai tempi della scuola, ma aleggiava un'aura di leggerezza che pare andata perduta a seguito di un evento traumatico che ha visto tutti e sei protagonisti (e che ci verrà svelato solo alla fine del libro). Ho trovato poi straordinariamente cinematografico il modo in cui questa tragedia ha punti in comune con un'altra, avvenuta nel passato di Teo: lo stesso meccanismo di "hooking" delle scene che troviamo nelle serie TV.

Sono i sei personaggi in cerca d'autore, persone che ancora non hanno ben definito i loro contorni. Non a caso due frasi tornano a più riprese: " Chi eravamo prima di diventare noi stessi?" e "Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?" 

Il vissuto dei protagonisti di Insolia è difficile e doloroso come in "UNA VITA COME TANTE", romanzo a cui lo scrittore si ispira apertamente. Alcune voci critiche potranno forse parlare di "pornografia del dolore", ma io credo che tanto Insolia quanto Yanagihara abbiano voluto creare un concentrato di casi esemplificativi -- magari un po' spinti all'eccesso -- anche contro la politica commerciale del "prodotto-libro" che vede i cozy books scalare le classifiche. Se la gente ha bisogno di rassicurazioni, io penso sia meglio un bel pugno nello stomaco! (e questo romanzo è un vero pestaggio)

Scritto divinamente, ma con qualche scivolo e un po' dialettale (ad esempio, ho apprezzato  l'uso elegante del "ché" invece di "perché", ma ho trovato sgradevole "pigliare" invece di "prendere") LA VITA GIOVANE ritrae una gioventù vera, per niente finta o messa in posa.

Altro rimando possibile, seppur in contesto spazio-temporale diverso, è a mio avviso Bret Easton Ellis: diretto, crudo, eppure con un ottima padronanza dello stile e della lingua. 

Insolia cita anche IL CARDELLINO, ma qui mi sento di spezzare una lancia in favore del più  alto livello narrativo / referenziale della Tartt.

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