SETTE VOLTE BOSCO
Caterina Manfrini, Neri Pozza
VOTO: 7
Lo dico subito: SETTE VOLTE BOSCO è un libro un po' lontano dalla mia solita comfort zone.
Narra la storia di Adalina che, appena tornata dal campo di prigionia di Mittendorf, ritrova il suo maso in montagna, al limitare del bosco. Il senso di indipendenza la inebria ma contemporaneamente la solitudine si fa pesante. Perché Lina aspetta con tutta se stessa il ritorno del fratello Emiliano -- l'unica persona di cui si fida davvero.
Tornando dal mercato, un giorno scopre che nella stalla si nasconde un ragazzo. Apparentemente è un soldato austriaco disertore, dice di chiamarsi Stefan e parla tedesco.
I due si intendono a gesti e con quel poco del linguaggio spurio dell'Alto Adige che il padre ha insegnato a Lina.
Quando il fratello arriva a casa dal fronte -- con un piede monco -- è insospettito da quel giovane sconosciuto, considerandolo una spia.
Nel romanzo la parlata dei protagonisti è resa con un dialetto simile al veneto, poiché la vicenda si svolge in un paesino alle spalle di Rovereto, e questi passaggi sono di facile comprensione; mentre quelli in lingua tedesca vernacolare sono tradotti in italiano.
È stato interessante leggere della condizione di marginalizzazione cui venivano sottoposti gli "austricanti" (gli italiani che combattevano per l'esercito austriaco durante la Prima Guerra Mondiale, prima che i confini venissero ridefiniti) perché è un tema relativamente poco esplorato nella narrativa.
Il focus del libro è senz'altro la compenetrazione tra Uomo e Natura: da un lato abbiamo Lina che ha un rapporto quasi magico col fiume; dall'altro Emiliano che, una volta tornato, passa giorni e settimane interi nel bosco e poi si ad alta quota.
Il titolo, infatti, fa riferimento alla resilienza dell’ambiente e al fatto che la vita sia fatta di tanti cicli.
L'intreccio centrale è contornato da due storie romantiche parallele: quella di Lina e Stefan e quella di Emiliano con una ragazza del paese, Alba. Quest'ultima aveva sposato un'altra uomo, che però non torna.
Il tema dei caduti in guerra è molto toccante e l'autrice sottolinea come un conflitto possa cambiare per sempre tutto: tanto le famiglie quanto il profilo dei luoghi.

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