LUPI NELLA NOTTE
Michael Farris Smith, Jimenez Editore
Voto: 8.5
Keal e Burdean sono due uomini che vivono di espedienti non proprio e non sempre legali. Un giorno vengono contattati per un "lavoro": devono ritirare qualcosa di prezioso in una vecchia chiesa abbandonata, ma non viene detto loro di cosa si tratta. Quando arrivano sul posto, trovano una bambina. Intorno a lei, decine di uomini morti.
Decidono quindi di prendere con loro la piccola, ma resta un dilemma morale: consegnarla o no? E poi che cosa vogliono i criminali da lei?
Nel periodo che i tre passano insieme -- con l'aggiunta di una ragazza che li ha aiutati a salvare la bimba -- si scoprirà che gli altri pensano lei sia una "bambina messianica" in grado di controllare il tempo atmosferico, ma anche questo potere resta nell'ombra, è da verificare.
Anche Keal ha una dote particolare: sognando ha delle premonizioni, spesso fosche; e allora decide scientemente di non dormire più e induce questo stato di vigilanza perpetua con l'uso di farmaci.
È l'esatto opposto di quanto avviene in IL MIO ANNO DI RIPOSO E OBLIO, in cui la protagonista prende sonniferi per dormire quasi ininterrottamente.
Il tema dell'insonnia (o comunque del sonno) mi ha sempre affascinato per vari motivi.
Trovo molto difficile descrive i sogni -- che sono per loro natura effimeri e incoerenti. Michael Farris Smith riesce benissimo in questo compito, trasmettendo l'angoscia degli incubi.
L'alterazione del sonno -- consapevole o no -- è stata argomento di numerosi saggi e memoir, da LE INFINITE NOTTI di Samantha Harvey a MAI FIDARSI DELLE DONNE INSONNI di Annabel Abbs, oltre a rientrare nei romanzi che trattano l'abuso di droga.
In questo romanzo invece la questione è legata a un potere quasi sovrannaturale che si inscrive nel perimetro del genere weird e si unisce alla più vasta tematica dei "bambini messianici": anche Nina di NINA DEI LUPI mostrava una capacità simile a quella della ragazzina protagonista di LUPI NELLA NOTTE, e in tutti e due i casi il potere non viene mai esplicitato apertamente, lasciando un alone di mistero.
C'è in effetti un lupo anche nel libro di Farris Smith, anche se riguardo a questo vanno notate due cose: in primo luogo il titolo originale è "Lay Your Armor Down", ovvero "Deponi la Tua Armatura"; in secondo luogo i lupi ai quali si fa riferimento sono gli esseri umani in senso figurato, e non le bestie.
Il libro mi è piaciuto soprattutto per lo stile di scrittura, perché l'autore americano è bravissimo a rendere in maniera visiva e poetica i diversi passaggi del giorno. Dal tipo di sensibilità narrativa si intuisce che lo scrittore è anche musicista (la sua band si chiama The Smokes).
Tuttavia, il finale non mi ha convinto troppo perché resta un po' vago e fumoso, non molto definito.

Commenti
Posta un commento