FIGLIE DEL CAOS



Jen Fawkes, Clichy 

Voto: 7.5

 Nel 1862, in piena Guerra Civile Americana, Sylvie Swift si separa dal proprio fratello gemello Silas -- partito con le truppe confederate -- e si reca a Nashville per rintracciare la provenienza di un misterioso copione teatrale arrivato per posta: è "Apocrypha", commedia perduta di Aristofane in cui l'autore greco conferiva il potere alle donne. 

Il testo che Sylvie ha per le mani è in francese e, una volta giunta a Nashville -- sede delle operazioni dell'Unione nel Sud -- di giorno lavora alla traduzione è di sera agisce sotto copertura per ordine del capo dei servizi segreti militari.

Entrambe le attività la mettono in contatto con una confraternita femminile in cui le donne -- devote ad Artemide e a Caos -- hanno sviluppato poteri sovrannaturali. Inoltre ritroverà anche la sorella Marina, che si era allontanata da casa anni prima senza apparentemente lasciare traccia.

Vi sono diversi temi che tornano nel romanzo e che costituiscono interessanti chiavi di lettura (da non prendersi in maniera unidirezionale, ma nel loro complesso):

In primo luogo ricorrono figure gemellari e questo mi ha fatto pensare a un genere particolare di manga diffuso in Giappone, ossia quello dei "futago manga" ("fumetti sui gemelli", appunto). Tale sottogenere consente di esplorare più in profondità il legame di fratellanza, mettendo in evidenza il valore speculare di questo rapporto.

In secondo luogo, troviamo spesso riferimenti al fuoco come elemento al contempo distruttore e purificatore. Silas è un piromane e questo scatena in sua sorella un sentimento di paura e di invidia.

Ho trovato molto interessante il rimando ai primi esperimenti di guerra sottomarina, che rintracciamo nelle lettere dal fronte di Silas.

Fanno poi riflettere le domande sul senso intrinseco della tradizione; se sia meglio essere fedeli al testo o all'autore ("Traduttore, traditore" scriveva Pessoa).

Ci sono anche rimandi molto vividi e toccanti agli schiavi neri in cerca di emancipazione. Questo riporta alla mente LA FERROVIA SOTTERRANEA di Colson Whitehead (che però, colpevolmente, non ho ancora letto e quindi non posso sbilanciarmi?

Senza voler fare spoiler, c'è poi il significato metaforico / filosofico del Leviatano. Si pensi a ciò che la creatura marina rappresenta nell'opera di Hobbes: un tutt'uno indivisibile, formato dalla somma dei cittadini per combattere l'anarchia dello stato di Natura. Jen Fawkes sovverte questa visione: infatti le donne della confraternita tendono alla dea primigenia Caos e, pur formando un gruppo coeso, mantengono la propria individualità. 

Il caso più lampante di una simile affermazione di sé è -- oltre a Sylvie stessa -- la bellissima e passionale Hannah, dalla quale la protagonista è attratta.

Ispirandosi alla "Lisistrata" di Aristofane e a fatti realmente accaduti durante la Secessione Americana , l'autrice unisce benissimo vari generi -- dal testo teatrale al romanzo epistolare; dal libro storico al fantasy-- creando un'opera di rivendicazione ed emancipazione femminile e presa di coscienza  queer che risulta forse un po' spinta all'estremo ma è anche convincente e coinvolgente.


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