LA CANZONE DEI NOMI
Voto: 9.5
Siamo in un mondo in cui, a seguito del Silenzio, l'umanità ha perso il linguaggio.
Sono quindi stati creati dei comitati per rimettere ordine nella società: quello dei nomi, quello dei sogni, delle mappe e dei fantasmi.
In questa realtà infatti, gli incubi generano mostri in grado di andarsene in giro a far danni, ma -- come si evincerà nel corso della narrazione -- non tutti i mostri sono cattivi (a voler sottolineare come la diversità non sia di per sé un male); né tutti i fantasmi sono presenze spettrali buone solo come manodopera o come carburante.
La protagonista infatti è un'aralda del comitato dei nomi ma lei stessa non ha un nome perché suo padre si era rifiutato di portarla alla stazione a farla nominare, da piccola: è perciò una non nominata tra i nominati, e per questo deve subire una sorta di ostracismo diffidente da parte di alcuni dei suoi colleghi araldi, divinatori e paggi.
La più grande minaccia all'ordine costituito sono infatti i non nominati, che indossano maschere a seconda delle attività che svolgono; non usano le parole per comunicare ma una sorta di telepatia.
A margine -- viaggiando in parallelo -- c'è poi il treno del Quadrato Nero, ossia una compagnia teatrale che ha il compito di mettere in scena le antiche storie, in modo che la popolazione che assiste alle rappresentazioni venga a conoscenza del passato.
In cerca della sorella scomparsa da anni, l'aralda entra nel Quadrato Nero assumendo il ruolo di Cavaliera. È una posizione ibrida e ambigua, che non ha cioè una collocazione specifica.
La protagonista ha inoltre un'ultima parola da consegnare per nominare il crimine di qualcuno che segretamente informava i non nominati degli spostamenti del treno del comitato dei nomi.
LA CANZONE DEI NOMI è un fantasy originalissimo -- vero esempio di "speculative fiction" , ossia quel macro-genere che, attraverso il fantastico, vuole far riflettere su temi filosofici.
Grazie a una trama complessa e ricca di personaggi e sfumature, Jedediah Berry racconta l'importanza delle parole -- tanto per una persona comune quanto a maggior ragione per uno scrittore.
D'altronde le favole e i miti classici sono pieni di formule e incantesimi e, nella tradizione orientale, se si conosce il nome di uno spirito si ha anche potere su di esso.
L'autore crea inoltre un world building articolato e particolarissimo, in cui nominati e non nominati si scontrano e convivono in quello che si pensa sia l'intero mondo conosciuto.
Non mancano intrighi politici, battaglie e un tocco steampunk che vivacizzato notevolmente la trama.

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