UNA NOTTE A NUUK

 



Niviaq Korneliussen, Iperborea 


Voto: 8

La notte di Nuuk -- capitale della Groelandia -- non è diversa da quella di molte altre grandi città del mondo: feste, alcol, sesso... A cambiare è il paesaggio intrinseco ed estrinseco che permea il romanzo di Niviaq Korneliussen: la lunga notte e il lungo giorno artici fanno parte dell'identità dei protagonisti di questa storia, cinque ragazzi che cercano di scoprire la propria sessualità in un universo fluido di possibilità. 

Ciò che ne deriva -- la "morale"  -- è che l'amore non è limitato da un genere e così nemmeno la personalità: Ivik, nata donna, si sente un uomo; Inuk deve scappare dalla sua terra per trovare se stesso; Fia esce da una relazione etero durata tre anni per trovare l'amore con una ragazza; Arnaq è affamata di conquiste senza senso per cancellare il suo doloroso passato.... La situazione di Inuk in particolare, mette in luce il dlaniamento di una cultura: arrivato in Danimarca, non si trova a proprio agio con i locali, che lo isolano, eppure in un certo senso si vergogna di essere groenlandese (un sentimento che forse viene instillato in lui proprio da questo ostracismo).

C'è tuttavia più positività rispetto a "La Valle dei Fiori" (che è stato pubblicato in Italia prima ma segue "Una Notte a Nuuk")

Il libro d'esordio di Korneliussen è scritto in maniera fresca e scorrevole, utilizzando anche altri tipi di linguaggio come ad esempio i messaggi in chat sul telefonino.

Può forse risultare un po' difficile per chi non conosce l'inglese, perché ci sono molte frasi in questa lingua non tradotte.

Il titolo originale ("Homosapienne") era forse più incisivo e meno generico di "Una Notte a Nuuk", perché a mio avviso giocava tra la parola "omosessualità" (che in danese si scrive con la "H") e l'homo sapiens, suggerendo che l'orientamento sessuale è una condizione naturale, qualsiasi esso sia.

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